sabato 23 maggio 2026 - 19:41
Racconti sulla passione per la lettura della Guida martire della Rivoluzione Islamica

Dai romanzi letti nell’adolescenza alle ore trascorse nelle biblioteche e sugli autobus con un libro tra le mani: alcuni ricordi della Guida martire della Rivoluzione sul valore della lettura, dello studio e della formazione intellettuale.

Agenzia Hawzah News – La lettura ha occupato un posto centrale nella formazione intellettuale e spirituale della Guida martire della Rivoluzione sin dagli anni della giovinezza. Dai libri di storia e letteratura ai romanzi, dalla poesia agli hadith, il rapporto costante con lo studio e con i libri emerge in numerosi ricordi e racconti personali, nei quali la lettura appare non soltanto come una passione individuale, ma anche come uno strumento di crescita culturale e di impegno nella divulgazione e nel risveglio del pensiero.

In occasione della Fiera Internazionale del Libro di Teheran, che la Guida martire della Rivoluzione seguiva sempre con particolare attenzione e interesse, proponiamo una selezione di dichiarazioni, ricordi e passaggi tratti dai suoi discorsi, nei quali emerge il profondo valore attribuito ai libri, alla lettura, allo studio e alla formazione intellettuale delle giovani generazioni.

Leggo davvero molti libri

«Io sono una persona che ama leggere: leggo libri, romanzi, racconti e ogni genere di testimonianza e resoconto».

29 Shahrivar 1372 (20 settembre 1993)

«Voi purtroppo non leggete molto, non siete grandi lettori; io invece leggo libri, ne leggo davvero tanti. Vorrei davvero che voi ragazzi e giovani leggeste».

7 Khordad 1397 (28 maggio 2018)

Una giovinezza immersa nei libri

«Durante la mia giovinezza leggevo molto. Oltre ai nostri libri di studio, che naturalmente leggevo e studiavo, leggevo anche libri di storia, letteratura, poesia, racconti e romanzi. Ero molto appassionato di narrativa e durante l’adolescenza lessi molti romanzi celebri. Leggevo anche poesia. Fin dall’adolescenza e dalla giovinezza conobbi molte raccolte poetiche. Ero interessato alla storia e, poiché studiavo arabo ed ero divenuto familiare con questa lingua, nutrivo interesse anche per gli hadith».

14 Bahman 1376 (3 febbraio 1998)

Dalla libreria a noleggio alla Biblioteca dell’Astan-e Qods

«Leggevo davvero molti libri; anche in casa nostra ce n’erano tanti. Mio padre possedeva una buona biblioteca e molti di quei libri erano anche per me fonte di beneficio. Naturalmente avevamo anche libri nostri, ma ne prendevamo pure a noleggio. Vicino a casa nostra c’era una piccola libreria che noleggiava libri. I romanzi e libri simili che leggevo li prendevo di solito da lì. Mi è appena tornato in mente che frequentavo anche la biblioteca dell’Astan-e Qods [la fondazione che amministra il Santuario dell’Imam Reza a Mashhad]. A Mashhad l’Astan-e Qods possiede infatti una biblioteca molto importante. Nei primi anni del seminario — quando avevo quindici o sedici anni — vi andavo spesso. A volte trascorrevo lì intere giornate — la biblioteca si trovava vicino al Santuario dell’Imam Reza — immerso nella lettura; il richiamo alla preghiera veniva diffuso dagli altoparlanti, ma ero talmente assorto nello studio che non riuscivo nemmeno a sentirlo! Era molto vicino e il suono arrivava fortissimo nella sala di lettura; passava il mezzogiorno e solo dopo un po’ ci rendevamo conto che fosse ormai ora della preghiera. Avevo un legame profondo con i libri».

14 Bahman 1376 (3 febbraio 1998)

La lettura al servizio del movimento intellettuale

«Negli anni della lotta leggevo libri con l’intento di capire a chi potessero essere utili, oppure quali parti potessero giovare a determinate persone, e prendevo appunti. Ai giovani che frequentavano il mio ambiente — soprattutto a Mashhad, oppure nei periodi in cui non ero a Mashhad ed ero in esilio — indicavo quali libri leggere; erano opere molto diverse tra loro. Anche oggi sarebbe possibile fare lo stesso e predisporre un insieme di letture».

13 Bahman 1377 (2 febbraio 1999)

Ore che non vanno mai perdute

«Ho letto diversi grossi volumi di una stessa opera in autobus! Naturalmente si tratta di un periodo precedente alla Rivoluzione, quando per alcuni giorni ero venuto da Mashhad a Teheran per svolgere un incarico. L’atmosfera e le condizioni degli autobus di quell’epoca erano per noi molto fastidiose e difficili da sopportare. Desideravo tenere il capo chino, e leggere un libro in quelle condizioni era la cosa migliore. Non sentivo affatto che il tempo trascorso in quel modo fosse sprecato. A quel tempo, spostarsi in autobus da un luogo all’altro richiedeva quasi un’ora; a volte anche di più o di meno. In ogni caso, non consideravo perdute quelle ore, perché stavo leggendo».

22 Ordibehesht 1375 (11 maggio 1996)

Il libro nella vita quotidiana

«Coloro che lavorano ogni giorno — impiegati, operai, commercianti o agricoltori — quando tornano a casa dovrebbero dedicare almeno una parte del loro tempo, anche solo mezz’ora, alla lettura. Quanti libri si possono leggere proprio in quelle mezz’ore! Io stesso ho letto raccolte di venti o più volumi proprio in intervalli di dieci o quindici minuti. Lo annoto persino sul retro dei libri, affinché rimanga chiaro. Probabilmente ho letto centinaia di volumi proprio in questi brevi momenti di dieci minuti. Conosco molte persone che fanno lo stesso. Molti anni fa lessi quasi interamente in autobus una celebre opera araba in otto volumi sulla storia della letteratura, delle scienze e delle conoscenze islamiche, durante i frequenti viaggi verso Teheran e le lunghe attese sugli autobus. La lettura dovrebbe diventare una tradizione e una consuetudine diffusa tra la nostra gente. Bisogna leggere libri e insegnare ai propri figli a fare altrettanto».

21 Ordibehesht 1372 (11 maggio 1993)

Il libro, presenza costante nelle serate di casa

«Nella mia casa, senza eccezioni, tutti si addormentano ogni sera leggendo. Anch’io sono così. Non nel senso che mi addormenti durante la lettura: leggo fino a quando sento arrivare il sonno, allora poso il libro e dormo. Tutti in casa nostra, quando vanno a dormire, hanno sempre un libro accanto. Io credo che tutte le famiglie iraniane dovrebbero essere così. Questa è la mia aspettativa. I padri e le madri devono abituare i figli ai libri fin dall’inizio, devono renderli familiari con essi. Anche i bambini piccoli dovrebbero sviluppare un legame con i libri».

26 Ordibehesht 1374 (16 maggio 1995)

Una lettura senza confini

«Leggo ogni genere di libro. Leggo molto: testi tecnici e specialistici, libri scientifici, romanzi e soprattutto memorie e testimonianze. Questi libri di memorie legati alla Difesa Sacra e alla difesa dei santuari sono molto preziosi; rappresentano una nuova forma di produzione editoriale che, grazie a Dio, si è sviluppata molto bene. Anche le donne sono molto attive in questo campo e molte scrittrici hanno realizzato opere eccellenti; ne leggo parecchie».

24 Ordibehesht 1402 (14 maggio 2023)

Leggo e piango

«Ogni volta che leggo uno di questi libri [sulla Difesa Sacra] — e ne leggo molti — di fronte alla grandezza presente in questi sacrifici e in queste azioni sento sinceramente tutta la mia piccolezza».

19 Esfand 1396 (10 marzo 2018)

«Non so se voi leggiate o meno questi libri dedicati alla vita dei martiri; io li leggo, piango e ne traggo beneficio. Per me sono davvero utili».

29 Farvardin 1402 (18 aprile 2023)

«Pur non avendo molto tempo, sfoglio molti libri riguardanti le questioni della Difesa Sacra; sono utili anche per me. Leggete questi libri, conosceteli, scopriteli; familiarizzate con la vita di questi giovani straordinari».

8 Aban 1387 (29 ottobre 2008)

Questi ricordi assumono oggi un significato ancora più profondo alla luce dell’attentato terroristico che, durante la recente aggressione contro l’Iran, ha colpito la Guida martire della Rivoluzione Islamica. Con lui non è stato preso di mira soltanto un leader politico e religioso, ma anche una figura profondamente legata alla cultura, allo studio, alla formazione delle giovani generazioni e alla diffusione del pensiero. L’uccisione mirata di personalità civili e religiose nel contesto dei bombardamenti ha suscitato dure reazioni in ampie parti del mondo, riaprendo il dibattito sulla gravità delle illegittime operazioni condotte da Stati Uniti e Israele e sulle conseguenze di una politica fondata sul terrorismo di Stato, sull’escalation militare e sull’eliminazione fisica degli avversari.

A cura di Mostafa Milani Amin

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